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Il libro

 

Torna il Conformista, libro al vetriolo

Bibbia contro l'italietta caciottara

 

Torna, con la maggiore età, «Il conformista», libro cult di Massimo Fini, pubblicato in prima edizione da Mondadori nel 1990 ed oggi riproposto da Marsilio. Del libro, sottotitolato «Contro l’anticonformismo di massa» e che raccoglie articoli polemici dal 1979 al 1990, si erano perse le tracce.


Il libro, la cui intima essenza è un sogno di giustizia, sferra un attacco feroce e a tutto campo contro l’italietta sanremese degli anni Ottanta, quella della doppia morale, «una pubblica, adatta per i gonzi che ci vogliono credere, e l’altra privata, e tutta diversa». Ma anche  contro la partitocrazia, «vero fascismo dell’Italia repubblicana», strisciante golpe bianco che ha esautorato la Costituzione occupando la società civile; e contro i caravanserragli televisivi e l’edonismo caciottaro dei nuovi ricchi. E infine contro la retorica del buonismo e contro i salotti romani dove si intrecciano, in un’orgia di potere, palazzinari, mafiosi, giornalisti, cocottes, fotografi alla moda, pubblicitari e parassiti di tutte le risme.    


Un mondo vuoto e gaudente che ha barattato i principi all’artificio, e dove un tizio qualsiasi che abbia le mani in pasta e i giusti agganci può ricoprire posizioni pubbliche del massimo rilievo.


E non c’è niente da fare. Il dado è tratto, la società ha subito una mutazione per la quale non c’è soluzione. E’ il pessimismo «colto», quello che torna con Fini. Per dirla con Schopenhauer: «Se qualcuno viene al mondo per ammaestrarlo, è già tanto se porta a casa la pelle».
   

 

Marco de' Francesco