Arroz Moro
In una epoca lontana, prima dei meravigliosi anni '60 e della Milano da bere, i fagioli hanno sempre avuto una grande importanza nell’alimentazione popolare, tanto da guadagnarsi il soprannome di carne dei poveri. Oggi, nelle famiglie italiane, a meno che non vi siate dimenticati di mettere al ricovero la nonna, è difficile incontrare qualcuno che sappia preparare le deliziose minestre di fagioli dei tempi che furono.
Al contrario nelle case latine qualunque ama de casa (casalinga) conoscerà svariate maniere per cucinare i preziosi legumi, e non sarà difficile a qualunque ora trovare sul fuoco un bel pentolone di fagioli.
Quella che proponiamo oggi è la ricetta dell’arroz moro o congrì,(riso e fagioli), che molti turisti avranno assaggiato in vacanza ai caraibi sempre che, asserragliati in un in un bel villaggio all inclusive a rigorosa animazione italiana, non gli abbiano preferito un delizioso piatto di maccheroni scotti.
La preparazione del piatto che vi proponiamo è semplice e il risultato assicurato tanto più che ora, seguendo le ricette di Pietro Gallo, siete diventati autentici cocineros, e potrete accompagnarlo con un bel pollo alla Marlon o un pescado con leche de coco delle ricette precedenti.
Arroz Moro :
450 gr di riso (riso a chicco lungo, thaibonnet ad esempio)
140 gr di fagioli (neri come in cuba, ma eccellenti i borlotti)
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
olio (di qualunque tipo basta che non sia di oliva o olio motore)
Cuocere i fagioli lasciati precedentemente 10 ore in acqua fredda. In una pentola porre il riso, aggiungere i fagioli con la loro acqua di cottura (un po piu’ di mezzo litro), quindi aglio e cipolla tritati finemente, il comino (facoltativo ma consigliato), 5 cucchiai di olio e aggiustare di sale.
Porre sul fuoco a fiamma media e cuocere senza mescolare.
Il riso è pronto quando avrà raggiunto la giusta consistenza e assorbito tutta l’acqua di cottura. A cottura ultimata i chicchi dovranno presentarsi ben sgranati (cioè il contrario del classico risotto). Si accompagna con carne o pesce a vostro gradimento.
Pietro Gallo
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