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IL CASO

Dagli Usa palestre low cost

 

Sarà perché  oggi si spende con più attenzione, sarà perché si cerca di conquistare nuove fasce di mercato: qualunque sia la risposta, sta di fatto che oggi sta emergendo una nuova tipologia di palestra: i budget club, o low cost fitness club. Ovvero, il trionfo dell’essenziale. 

Arrivano dagli Stati Uniti i budget club, le palestre il cui titolare non può  sforare una cifra prestabilita per mantenere la gestione. La palestra low cost si sta diffondendo poco a poco, complice la crisi che ormai da anni non favorisce lo sviluppo economico e non invita a spese eccessive. 

I budget club sono già oggi un modello di successo negli States, e rappresentano la risposta al desiderio (e al bisogno), di risparmio delle famiglie, alle quali non basta più uno stipendio per far quadrare i conti di casa. Così, in antitesi allo scintillio e al lusso dei club a cinque stelle, le palestre a basso costo si presentano sul mercato con pochi fronzoli, molta sostanza e, soprattutto, con un personale ridotto all’osso.

L’idea delle palestre a basso costo è relativamente recente e si è sviluppata alcuni anni fa grazie all’intuizione ispirata ai voli low cost. 

E’ nata così la catena Anytime Fitness, club aperto 24 ore al giorno, prima palestra al mondo che ha creduto al concetto di un servizio ridotto in cambio di un prezzo più basso.

Ma non si creda che le strutture siano fatiscenti e scomode. Al contrario, la catena americana ha puntato sulla buona qualità delle attrezzature e sulla comodità degli spogliatoi, tagliando però i costi del personale. Tutto ciò si è dimostrato una politica vincente, dal momento che gli analisti della catena hanno valutato che l’incidenza del costo del personale è circa il 40-60% delle spese totali.

Diminuendo drasticamente la quantità degli istruttori, si ottiene un forte risparmio che va a incidere sulla tariffa della palestra, abbassandola e garantendo comunque un guadagno all’imprenditore.

La quota di iscrizione mensile è di circa 29 dollari, una ventina di euro, quota sufficiente per frequentare un club non lussuoso, ma che garantisce uno standard accettabile di qualità: attrezzature decorose e corsi di fitness musicale delle discipline più popolari. 

La tariffa di una concorrente, la Cardinal Fitness, è ancora più bassa: 19,95 dollari, e sono previsti sconti se ci si iscrive in coppia. In America, insomma, il mercato del fitness a basso costo è piuttosto diffuso, grazie a club aperti tutto il giorno e tutti i giorni per attrarre clienti.

La costante? Pochi istruttori e poco personale. Spesso, all’ingresso, è sufficiente un tornello. 

In Europa invece il concetto di Budget Club incontra un po’ di resistenze, almeno nella maggior parte dei paesi, Italia compresa. Comunque, anche nel vecchio continente cominciano a fare il loro timido ingresso le palestre low cost. In Germania, ad esempio, una catena di palestre garantisce l’utilizzo dei servizi del club a soli 49 centesimi (di euro) al giorno. Un mensile di circa quindici euro.

È di poco tempo fa l’apertura di un budget club anche a Londra, The Gym, dove per 120 euro all’anno si accede al club. Un mensile costa 20 euro e l’iscrizione può essere fatta anche on line.

Ambiente spartano ma funzionale. Svantaggi? Non c’è la sauna e se vuoi farti una doccia devi introdurre un gettone Poco personale alla reception e pochi istruttori in giro per la sala. 

Ma quando si tratta di risparmiare si è disposti a chiudere un occhio (a volte tutti e due): infatti queste palestre sono frequentatissime. Chi non sa usare le macchine utilizza un personal trainer (a pagamento), ma la maggior parte della clientela sa già come allenarsi. Ed è questo il punto.

A chi ha già  una discreta esperienza di allenamento in palestra e non ha grosse pretese di un ambiente esclusivo, come dar torto se riesce a spendere solo 15 euro al mese per frequentare un club che, tra l’altro, è aperto 24 ore su 24?

Unico neo per chi pensasse di aprire una palestra low cost: il sistema funziona solo se il numero di iscrizioni è altissimo.

E in Italia? Da noi è ancora presto per sperare nell’apertura di una palestra a basso costo, magari sotto casa. Retaggio culturale? Può darsi. O magari basta solo aspettare un po’.  

 

Michela Barbiero