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ELEZIONI REGIONALI

Sondaggio, gap di 4 punti tra Lega e Pdl
E Galan si lancia: «Zaia vincerà 70 a 30»

Le previsioni di Feltrin

e quelle del governatore

PADOVA — Pronostica Giancarlo Galan, tenendosi un po’ largo come a volte gli capita: «Più o meno fra Zaia e Bortolussi finirà 70% a 30%. Anche se per le elezioni - ha aggiunto il governatore uscente - bisogna avere un colossale rispetto, nella vita capita di tutto ». Può capitare, tra le altre cose, che il suddetto Galan incontri e abbracci affettuosamente in pubblico Laura Puppato (vedi foto), sindaco di Montebelluna e capolista del Pd a Treviso per le regionali. Un’avversaria, insomma. Che Galan ha gratificato così: «A Montebelluna, il centrodestra alle politiche e alle regionali prende il 65% ed ecco che alle comunali vince una del Pd, che prende il 30%. Per carità, è una brava, perché quando una vince con la minoranza dei voti vuol dire che è brava. E forse che ha anche avversari che la lasciano fare». Tornando al possibile 70 a 30 per Zaia, probabilmente Galan ha riportato alla grossa la tendenza dell’ultimo sondaggio effettuato per il Pdl dall’istituto di ricerca del politologo Paolo Feltrin, i cui risultati sono stati illustrati lunedì scorso agli stati maggiori dei berlusconiani.

Secondo la rilevazione, Lega e Pdl oggi danno una somma di consensi pari al 58 per cento, ripartiti fra un 31 al Carroccio e un 27 al Pdl (altri sondaggi, come l’ultimo di Swg, indicano invece una forbice molto più ampia a favore dei leghisti, che sarebbero lanciati verso il 38%). L’intera coalizione di centrosinistra, che sostiene Bortolussi, viene «pesata » dalla rilevazione Feltrin al 33%. L’Udc, in corsa con il suo candidato Antonio De Poli, è accreditata di un 6,2%. Tra i due principali schieramenti, dunque, ci sarebbero 25 punti di differenza, che potrebbero aumentare nel voto per i candidati presidenti. Se le cose stanno così, dunque, l’unica competizione rischia di essere quella tra Lega e Pdl per la supremazia interna al centrodestra: l’operazione sorpasso, lanciata dal Carroccio sin dal 2008, sta per concretizzarsi grazie all’effetto- Zaia.

Ma, su questo punto, Feltrin ha lasciato una parola di speranza alla platea Pdl: ci sarebbe ancora la possibilità di respingere l’assalto - ha spiegato il politologo - poiché quasi la metà degli intervistati che hanno espresso intenzione di voto per la Lega, si sono dichiarati disponibili anche a considerare l’idea di scegliere il Pdl. Cosa che, a parti invertite, non avviene. Tradotto: ragazzi, correte che c’è speranza. Fabio Conte, candidato del Pdl a Padova, conferma: «Con i sondaggi bisogna sempre andarci piano, poiché fotografano una realtà in continuo movimento, però penso che il risultato del voto per il Pdl potrà essere molto positivo, nel Veneto e a Padova. Continuiamo con la politica del porta a porta e potremo crescere ancora ». Oltre alla spinta propulsiva dei candidati consiglieri, che devono conquistarsi la preferenza personale, Feltrin ha indicato il vero elemento trainante. Che si chiama, ancora una volta, Silvio Berlusconi: il suo consenso nel Veneto è a livelli plebiscitari, la bandiera ce l’ha in mano lui.

Alessandro Zuin

Corriere del Veneto

4 marzo 2001