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Soldi a chi perde peso

 


LONDRA - La sanità pubblica britannica offrirà fino a 1.800 sterline (circa 2mila euro) a chi dimagrirà. Non solo. I "premi" aumenteranno con il numero dei chili persi. Secondo il Sun, circa 400 pazienti in cura per grave obesità, ma anche infermieri sovrappeso, si sono iscritti a uno progetto-pilota avviato dall’unità sanitaria locale dell’Eastern and Coastal Kent: secondo i medici i primi risultati sono "incredibili".

I pagamenti ai pazienti vanno dalle 200 sterline per chi perde 12 chili in cinque mesi, a circa 1.800 per chi perde oltre 60 chili in 21 mesi. Un paziente, dice il giornale, è dimagrito di 50 kg dallo scorso maggio, quando è iniziato l’esperimento, e diversi altri hanno perso oltre 10 kg.

Due terzi di coloro che sono dimagriti hanno ottenuto questo risultato mangiando meno e facendo moderata attività fisica. Visto il successo ottenuto in Kent, molti responsabili dell’Nhs a livello locale sono in trattative con l’azienda Weight Win, che organizza il programma "chilo per chilo" utilizzato dal Servizio sanitario britannico.

"Il problema dell’obesità è fuori controllo, e costa milioni alla sanità pubblica - ha spiegato una fonte del servizio sanitario nazionale - Il test mostra che pagare questa azienda è un modo di spendere bene i soldi per far dimagrire la gente e farla restare magra".

Per ogni persona trattata, il Servizio Sanitario paga 185 sterline, ma i "premi" e l’amministrazione sono responsabilità di Weight Wins. In molti casi, ovviamente, non avviene alcun pagamento, dal momento che le persone non rispettano i piani stilati dall’azienda e non dimagriscono in linea con gli obiettivi prefissati.

Il National Obesity Forum, organizzazione che combatte l’obesità, parla di "approccio rivoluzionario al problema che incoraggia la perdita di peso nel lungo termine". "I nostri pazienti non riprendono peso - ha osservato il fondatore di WW, Winton Rossiter – e questo, nel tempo, fa risparmiare miliardi al sistema sanitario nazionale".

Chissà se anche la sanità italiana escogiterà qualcosa in questo campo, dal momento che il fenomeno dell’obesità è anche da noi una delle patologie più diffuse, al punto da essere stata considerata una vera e propria epidemia dei paesi industrializzati, e addirittura al secondo posto dopo il fumo in quanto a rischio per la salute. 

  

Michela Barbiero